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naples

Posted on 24 June 2011

Ho vissuto in molte città. Una sola è diventata la mia città. I primi anni uscivo senza una meta, perdendomi nel suo labirinto,  all’improvviso dalla penombra delle vie strette mi ritrovavo senza saperlo davanti alla luce accecante del mare, al suo odore, al suo sapore. Per anni, prima di amarla profondamente, sono stata innamorata folle di Napoli. Incantata dalla sua gente che sembra addormentata da secoli, ma che è più vigile e attenta di chiunque altro. In nessun altro luogo tragedia e commedia giocano a scambiarsi continuamente le parti fino a farti perdere il senso. In nessuna metropoli contemporanea la stratificazione dei secoli è così visibile, non solo nell’architettura, soprattutto nei volti, nei gesti e nel linguaggio dell’umanità che la popola.  Nel ’500 solo i napoletani tra tutti gli europei, si rivoltarono alle torture e alle esecuzioni della (poco) Santa Inquisizione. Nel 1943 Napoli fu l’unica città italiana che gli alleati trovarono già liberata dai nazifascisti. Oggi vivo a Firenze, ogni giorno apro le immagini che arrivano da Napoli e provo rabbia e dolore nel vederla soffocata, non tanto dai rifiuti, quanto da un ricatto politico ed affaristico che le sta togliendo letteralmente il respiro. Nel 1966 il mondo intero venne a Firenze per salvarla dal fango, sogno che oggi il mondo intero si affianchi al popolo civile napoletano per sgomberare il fango che oscura la sua bellezza inaudita. Sogno che ogni essere civile dica: Napoli è la mia città.

I have lived in many cities. Only one has become my hometown. In the early I went out without a destination, getting lost in its maze, suddenly from the shadows of the narrow streets I found myself without knowing in front of the blinding light of the sea, of its smell, of its taste. For years before loving her deeply, I was madly  in love with Naples. Enchanted by its people who seem to sleep for ages, but which is more alert and attentive than anyone else. In no other place tragedy and comedy play continuously to exchange their rôles, until you lose the meaning. In no other contemporary metropolis layering of the centuries is so visible, not only in architecture, especially in the faces, gestures and language of the humans who populate it. In the ’500 only Neapolitans among all Europeans revolted against tortures and executions of the (little) Holy Inquisition. In 1943 Naples was the only Italian city that was already freed from nazi-fascists at the arrive of  the Allies. Today I live in Florence, every day I open the images coming from Naples and I feel anger and pain to see her suffocated, not so much by the rubbish, as a political and business  blackmail that is literally taking away its the breath. In 1966 the world came to Florence to rescue it from the mud, I dream that today the whole world joins the civilized people of Naples to clear the mud that obscures its astounding beauty. I dream that every civil says: Naples is my homtown.

What Others Are Saying

  1. michè 24 July 2011 at 20:22

    parole bellissime che faccio mie.
    a novembre ho lasciato napoli. a volte mi manca.
    michele

  2. Moody 25 July 2011 at 09:26

    anche io me ne sono andata a novembre, ma di tre anni fa. E manca ancora.

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