Berlin_Holocaust_Memorial

memories

Posted on 27 January 2010

Se il giorno della memoria serve a ricordare, io ricordo. Lager nazifascisti: 6 milioni di persone innocenti torturate e uccise sistematicamente in 4 anni. In nome di una razza inesistente chiamata ariana. Gulag sovietici: le indagini storiche sono ancora in corso, 2.749.163 è la cifra provvisoria. In nome della rivoluzione. Hiroshima e Nagasaki, numero di vittime stimate: circa 200.000 in pochi istanti, alle quali si aggiungono le morti non stimate per le conseguenze. In nome del male minore. Vietnam: 3 milioni le vittime dell’agente arancio, anche qui la stima è in divenire perché l’agente continua ad agire. E lo chiamano diserbante. Bophal: 25.000 vittime secondo la stima disinteressata di Amnesty International, più circa 100.000 persone affette da gravi malattie croniche. E la chiamano globalizzazione. Striscia di Gaza: solo un anno fa 1205 morti in 22 giorni. In nome della terra promessa. Infine poiché spesso è la memoria breve che ci viene a mancare: quanti sono i migranti che in questo preciso istante muoiono in fuga da un orrore, dal quale ci sentiamo tutti assolti? E li chiamiamo clandestini.

If Memorial Day serves as a reminder, I remind. Nazi-fascist lagers: 6 million innocent people systematically tortured and murdered in 4 years. In the name of an inexistent race called aryan. Soviet gulags: the historical investigations are still ongoing, 2,749,163 is the temporary estimate. In the name of revolution. Hiroshima and Nagasaki, death toll estimates: about 200,000 in a few moments, to which are added those not estimated deaths for the consequences. In the name of the lesser evil. Vietnam: 3 million victims caused by Agent Orange, even here the estimate is in flux because the agent continues to act. And they call it herbicide. Bhopal: 25,000 victims as estimated by Amnesty International, and more than 100,000 people with serious chronic illnesses. And they call it globalization. Gaza Strip: just one year ago 1205 deaths in 22 days. In the name of the promised land. And because memory is short and often fails us: how many migrants are dying at this precise moment escaping from a horror, for which we all feel absolved? And we call them illegal immigrants.

What Others Are Saying

  1. dionysiou 27 January 2010 at 19:53

    Hannah Arendt ha scritto della banalità del male. Il male sarebbe banale, mentre il bene profondo. Se dovessi però leggere a modo mio questa contrapposizione, azzarderei questa tesi.
    Il male può nascere dal desiderio mal posto. Fino a divenire radicale, estremo. L’etica comincia soltanto là dove il bene si rivela non consistere in altro che in un afferamento del male. Il desiderio mal posto va conquistato per cogliere ciò che veramente va desiderato. Nella Cabbala si parla di Tikùn, la correzione da compiere

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>


Real Time Web Analytics