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fragments of endless possibilities

Posted on 8 November 2011

Fuori fuoco, asimmetriche, apparentemente casuali. Come le mille immagini che in ogni istante vengono catturate e poi vomitate nella rete dagli infiniti mezzi digitali. Ma le fotografie di Saul Leiter non sono il frutto della moderna bulimia fotografica, sono state scattate con una Leica nella New York degli anni ’50, la stessa di Diane Arbus e Robert Frank. Sono il frutto di una sperimentazione radicale che coniuga il mezzo fotografico con l’espressionismo astratto, il primo movimento pittorico americano capace di influenzare il resto del mondo. Se la pittura è la prima vocazione di Saul Leiter, è dalla macchina fotografica che escono le sue opere d’arte. Compone le immagini boicottando tutti i canoni accademici, utilizza la realtà come materia dalla quale estrarre forme dinamiche, con la quale comporre linee, colori e luce. Non tralasciando mai la specificità della fotografia ogni sua immagine contiene un elemento umano, apparentemente minimo, che urla: solo ora e qui il mio dramma si manifesta.

“Le mie foto sono la più piccola parte di ciò che poteva essere fotografato. Sono frammenti di infinite possibilità.”

Out of focus, asymmetric, seemingly random. As the thousands of images that are stopped at any time and then vomited in the infinite network from digital media. But Saul Leiter‘s photographs are not the result of modern photographic bulimia, they were taken with a Leica in  the ’50s New York, the same of Diane Arbus and Robert Frank. They are the result of a radical experiment that combines the use of photography with abstract expressionism, the first American painting movement that can influence the rest of the world. If painting is the first calling of Saul Leiter, his works of art come out from his camera. He composes images boycotting all academic canons, using reality as a subject from which to extract dynamic shapes, lines, colors and light. Never leaving the specificity of photography, every image contains a human element, seemingly minor, shouting: only here and now my drama occurs.

“My photographs are the tiniest part of what I see that could be photographed. They are fragments of endless possibilities.”

What Others Are Saying

  1. Guida Venezia 10 November 2011 at 21:43

    Frammenti di pura emozione…

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