cine qua non | n. 9

Posted on 27 September 2011

Non potevo richiudere quella scatola piena di terribili meraviglie che è il cinema di Hitchcock senza estrarne un cine qua non. Scegliere è stata la cosa più difficile. Qualche giorno fa sono andata vedere Carnage di Polanski e mi ha fatto ripensare a Nodo alla gola: il più grande esercizio di illusionismo cinematografico. Nel mezzo dell’età d’oro del cinema classico Hitchcock ne ribaltò le pratiche narrative, suddite di sua maestà il montaggio, eliminandolo. Entrambi i film sono tratti da una piece teatrale che si svolge in un unico ambiente e in continuità temporale.  Per rendere a pieno la natura del soggetto  Hitchcock realizzò un unico piano sequenza. Due rampolli di buona famiglia decidono di mettere in atto il delitto perfetto, uccidono un loro compagno di college e chiudono il cadavere in una cassapanca, la apparecchiano e danno un party per parenti e amici della vittima. L’essenza della storia era la presenza simultanea della vittima, degli assassini, degli ignari invitati e dello spettatore, il montaggio era proibito. Per la precisione girò otto piani sequenza di dieci minuti, la durata di una bobina di pellicola, che terminavano e ricominciavano su un dettaglio scuro, per dare la sensazione che non ci fossero tagli. Di fatto ce ne sono sette, quando in media un film ne prevede più di seicento, lui stesso ne è campione con i 1360 tagli de Gli uccelli. Provate a immaginare: al classico ‘motore, azione!’ gli attori iniziano a recitare le battute e a muoversi sulla scena, l’operatore li segue componendo le inquadrature da una gru, i macchinisti ne guidano ogni movimento, gli scenografi fanno silenziosamente scivolare oggetti, pareti e fondali, gli elettricisti calibrano ogni singola luce, i fonici di presa diretta registrano, i rumoristi entrano ad hoc nella partitura, un centinaio di persone che si muovono all’unisono. Per dieci minuti, senza errori, senza tentennamenti.

Nodo alla gola è la realizzazione di un sogno, il sogno che ogni regista accarezza a un certo punto della sua vita, il sogno di poter legare le cose in modo da ottenere un solo movimento.’ François Truffaut

I couldn’t close that box full of terrific delights that are movies by Hitchcock without extracting a ‘cine qua non’. Choice was the hardest thing. A few days ago I went to see Carnage by Polanski and it made me think to Rope: the greatest exercise in cinematic sleight. In the middle of the golden age of classical cinema, Hitchcock overturned the narrative practices, subjects of His Majesty the Editing, eliminating it. Both films are based  on a play that takes place in a single environment and  in a temporal continuity . In order to convey the full nature of the film subject Hitchcock  shoot it in one long take. Two scions from good families decide to put in practice the perfect crime, they kill a former classmate and hide the body in a chest set in their living room, the same day they give a party for relatives and friends of the victim. The essence of the story was the simultaneous presence of the victim, the killers, the unsuspecting guests and the audience, editing was forbidden. Actually he shot eight long sequences of ten minutes, the duration of a film reel, which stopped and started again on a dark detail, to give the impression that there were no cuts. In fact there are seven, when on average a film has over six hundred cuts, he himself is a champion with the 1360 cuts of The Birds. Just imagine: ‘action!’ the actors begin to play their lines moving  through the set, the chief operator follows them framing from a dolly, the stagehands drive every movement, while designers are quietly slipping objects, walls and backdrops, electricians calibrate each light, sound engineers records everithing, sound-effect men enter the ad hoc in the score, about one hundred people moveing in unison. For ten minutes, without error, without hesitation.

‘Rope is the realization of a dream, the dream that every director cherishes at some point in his life, the dream of being able to tie things in order to obtain a single motion.’ François Truffaut

What Others Are Saying

  1. claudy 4 October 2011 at 17:15

    sto studiando il cinema di hitchcock per un esame, era un genio!

  2. nero 4 October 2011 at 17:17

    ho letto che è ispirato a una storia vera, agghiacciante…

  3. m 31 October 2011 at 15:09

    A proposito di illusionismo e pianisequenza, il compimento assoluto del sogno hitchcock-truffautiano, è da citare (e vedere) assolutamente “Arca Russa” di Sokurov. Chissà che ne avrebbe detto il francioso, guardandolo.

  4. Moody 31 October 2011 at 20:18

    @m non lo conoscevo, ma ora ho bisogno di vederlo. Come nel caso di The Rope, sarebbe fantastico avere il back stage delle riprese e della preparazione delle riprese. Pardon: dellA ripresA.

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